Noi cresciamo dalla Terra
E condividiamo i suoi frutti.
Voliamo con ali luminose
E raggiungiamo le stelle.
Siamo immortali insieme a tutto ciò che è.
Evoè Iside!
(il Credo della Fellowship of Isis)
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sabato 5 aprile 2014

Keats: alla luna




O Moon! The oldest shades ‘mong oldest trees

Feel palpitations when thou lookest in:

O Moon! Old boughs lisp forth a holier din

The while they feel thine airy fellowship

Thou dost bless everywhere, with silver lip

Kissing dead things to life. The sleeping kine,

Couched in thy brightness, dream of fields divine:

Innumerable mountains rise, and rise,

Ambitious for the hallowing of thine eyes;

And yet thy benediction passeth not

One obscure hiding-place, one little spot

Where pleasure may be sent. The nested wren

Has thy fair face within its tranquil ken,

And from beneath a sheltering ivy leaf

Takes glimpses of thee; thou art a relief

To the poor patient oyster, where it sleeps

Within its pearly house. The mighty deeps,

The monstrous sea is thine – the myriad sea!

O Moon! far-spooming Ocean bows to thee,

And Tellus feels his forehead’s cumbrous load.





O Luna! Le antichissime ombre tra

antichissimi alberi palpitano quando

tra di esse guardi: O Luna! I

vecchi rami frusciano più santi

(55) quando sentono la tua presenza

d’aria. Tu benedici ogni luogo,

con labbro d’argento morte cose

baciando alla vita. La mandria dormiente,

accovacciata alla tua luce,

sogna pascoli divini: monti innumerevoli

s’ergono, alti e più alti,

anelanti alla santificazione del

tuo sguardo; ma la tua benedizione

non sorvola nessun recondito recesso,

nessun angolo minuscolo

dove il piacere giunga. L’innidiato

scricciolo ha il tuo bel volto quietamente

in vista, e da sotto la

schermante foglia d’edera

t’occhieggia; tu sei il conforto della

povera paziente ostrica, dov’ella

dorme nella sua perlacea casa. I

possenti abissi, il mare dei mostri è

tuo - il mare miriade!  O Luna!

Oceano lungi-spumeggiante a te

s’inchina, e Terra sente il grave

peso della sua fronte.

preghiera cinese a Kwan Yin

Foss'io alla deriva in mezzo all'oceano

da dragoni e demoni circondato,

volgerei il pensiero alla dolce Kuan-Yin

e l'ira delle acque si placherebbe.

Foss'io intrappolato in una fornace,

rovente come d'inferno le fiamme,

volgerei il pensiero alla forza di Kuan-Yin

ed ogni fuoco in acqua muterebbe.

Se braccato dai nemici, o gettato

dall'alto picco d'un monte, se lame

contro me levassero, se rinchiuso

o assalito da fiere, chiamerei Lei.

La sua pietà dal tuono mi protegge.

La sua compassione, come una nube,

mi abbraccia e attorno fa piover dolcezza


che smorza i fuochi del mio dispiacere.

lunedì 26 marzo 2012

Primo Inno ad Isis, tempio di Philae


Il primo Inno a Isis, dal Tempio di Philae
(Philae, Tempio di Isis, stanza X, parete nord, medio registro, a destra)

L'Inno é disposto in cinque colonne verticali, ogni colonna contiene una strofa.
Al di sopra delle cinque colonne verticali dell'Inno é inscritto un verso (in orizzontale) da ripetere dopo ogni strofa dell'Inno.
L'inscrizione verticale alle spalle del Re, Tolomeo II Philadelphos, recita:

"Il figlio di Ra, Tolomeo, é giunto al Tuo cospetto, o Isis, Grande Dea, Madre del Dio, baciando la terra difronte al Tuo bel volto; possa Tu donargli il Tuo amore per sempre"

L'inscrizione al di sopra dell' Inno recita:

"Isis la Grande, Madre del Dio, Signora di Philae, Signora del Cielo, Regina degli Dei, Signora delle terre meridionali, dice a Tolomeo:
-Ti ho donato una vita durevole come Ra nel Cielo; ti ho donato il Cielo stesso, e tutto ciò che in esso é contenuto; ti ho donato la vittoria sulle terre meridionali.

Nell'inscrizione posta alle spalle dell'immagine di Isis in trono, la Dea si rivolge nuovamente a Tolomeo:

"Mio amato figlio, figlio di Ra, Tolomeo, ti ho donato le terre meridionali fino a Kenset, Ta-Seti, per sempre chinate al tuo cospetto, esse appartengono a te"

Ta-Seti, la "Terra dell'arco" é il nome del I nomo dell'Alto Egitto.

L'Inno:

Gloria a Te, o Isis-Hathor,
Madre del Dio, Signora del Cielo,
Signora di Abaton, Regina degli Dei.

Tu sei la Divina Madre di Horus,
il Toro possente, il vendicatore di Suo padre,
Colui che sconfigge i ribelli.

Gloria a Te, o Isis-Hathor,
Madre del Dio, Signora del Cielo,
Signora di Abaton, Regina degli Dei.

Tu sei la Divina Madre di Horus,
Min-Horus, l'Eroe che annienta i Suoi nemici,
e così ne fa un massacro.

Gloria a Te, o Isis-Hathor,
Madre del Dio, Signora del Cielo,
Signora di Abaton, Regina degli Dei.

Tu sei la Divina Madre di Horus,
Khonsu il possente, il Regale Fanciullo figlio del Signore dell'Eternità,
Signore della Nubia, Sovrano delle terre straniere.

Gloria a Te, o Isis-Hathor,
Madre del Dio, Signora del Cielo,
Signora di Abaton, Regina degli Dei.

Tu sei la Divina Madre di Horus,
il Toro possente, Colui che fonda i Templi dell'Enneade,
e crea tutti i Divini simulacri.

Gloria a Te, o Isis-Hathor,
Madre del Dio, Signora del Cielo,
Signora di Abaton, Regina degli Dei.

Tu sei la Divina Madre di Horus,
il Toro possente che protegge l'Egitto,
Signore del nomo, per sempre.

Gloria a Te, o Isis-Hathor,
Madre del Dio, Signora del Cielo,
Signora di Abaton, Regina degli Dei


"Abaton", "inaccessibile", é il nome della sacra isola di Osiris, vicino a Philae.
"Signore del nomo" é un riferimento a "Ta-seti", la "Terra dell'arco", il primo nomo dell'Alto Egitto.